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  Ploff [ La Divina Repubblica ]
         


28 settembre 2011

DUE PESI e DUE MISURE

 

OVVERO

quando chi governa è per sua caratteristica, per sua propria intrinsecità, tendenziosamente populista e demagogico mentre la sudditanza va via via specificandosi in una paziente resilienza tipica di un popolo oppresso senza ragione.


«Tra la fine di novembre ed i primi giorni di dicembre dell'anno 2000, la polemica politica italiana si incentrò su di uno spot promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

"La famiglia è una cosa stupenda. E' faticosa eh! Meno male che oggi hanno fatto nuove leggi che l'aiutano. Oh: assegni di maternità, chi ha figli paga meno tasse. Anche i papà possono stare a casa, quando serve. E poi (....) ecco perchè in famiglia si sta meglio. Quasi sempre".

A queste parole pronunciate da Lino Banfi – il nonno Libero di una serie televisiva di successo – seguivano quelle pronunciate, fuori campo, da una voce femminile : "La famiglia ha più diritti, scopriamoli: per informazioni, dal 4 dicembre, numero verde 800-024996, del Ministero Affari sociali".

Qual è l'oggetto della polemica?

L'efficacia dello spot che, a parere di Silvio Berlusconi [i giornali hanno virgolettato le supposte reazioni dell'on. Silvio Berlusconi alla prima visione dello spot:"Ma questo è un vero e proprio spot elettorale... e poi è sulla famiglia:è una cosa che va dritta al cuore degli italiani, non la possiamo accettatre... Ma come, prima ci proibiscono di fare gli spot in Tv e poi li fanno loro. Noi abbiamo le mani legate, dobbiamo subire la par condicioe loro l'aggirano"], risultava sì persuasivo, ma non tanto in relazione al suo obiettivo esplicito di pubblica utilità – informare su una legge dello Stato – quanto il suo obiettivo implicito e più politico: fare propaganda a favore del governo.

Nel giro di poche ore, un esposto fu presentato all'Autorità della comunicazione e una diffida al Consiglio d'amministrazione della RAI e a Mediaset. L'accusa principale fu ben riassunta nella diffida : "la sinistra in malafede spara contro la propaganda politica in televisione vietando ai partiti l'uso della tv attraverso la par condicio, salvo poi irrompere sui teleschermi con la propaganda ricorrendo al trucco di far parlare il governo" .....

Il garante dell'Autorità della comunicazione rispose ricordando di non avere competenza alcuna sulla messa in onda di questi spot (il suo potere si limita alla comunicazione di carattere istituzionale) non perdendo però l'occasione di ricordare al governo la necessità di distinguere tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica, che rientra sotto la legge della par condicio e quindi ricade sotto la sua giurisdizione»....

E' un passo dell'introduzione al testo "La comunicazione pubblica" di Roberto Grandi, per edizioni Carocci – 2004.

Le parole dunque non sono mie....

Mie son quest'altre :


L'allora Presidente del Consiglio dei Ministri era l'on. Massimo D'Alema, il Ministro degli Affari Sociali era l'on. Livia Turco (ministero oggi accorpato in Lavoro e politiche sociali dopo aver subito alcuni trasferimenti e cambi di denominazioni come: Solidarietà sociale, e poi Lavoro, salute e politiche sociali ). Siamo agli anni 2000. Forza Italia è in fibrillazione attacca tutto, compra deputati, vende deputati ecc... fino alla campagna elettorale seguente che vedrà il manifesto del centro destra tutto imperniato sulla famiglia, sulle demagogiche asserzioni sul ruolo familiare all'interno della società che lui Berlusconi disegnerà, sui contratti telematici con gli italiani dal suo "studio privato" Porta a Porta, sul milione di posti di lavoro oggi diventato un milione di posti disoccupati. (http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_con_gli_italiani) C'è tutta una letteratura notevole sull'argomento. Non per niente siamo nel campo della comunicazione (tanto caro a nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi). Tutto ed il contrario di tutto. Poco prima, non ricordo bene con esattezza ora, mi sembra al Congresso di Alleanza Nazionale nel 1998, Silvio Berlusconi si presentò con centinaia di copie del Libro nero sul comunismo e ne fece dono all'Assembea, alzando un gran clamore di polemiche poichè nessuno aveva dato alle ristampe i libri sugli orrori del nazi-fascismo.

La tendenziosità di certe affermazioni pretestuose, la calunniosa continuità della referenzialità unica, la sola volta al miglioramento economico e sociale del paese, la spocchiosa contabilità dei difetti dell'avversario contrabbandati come proprie virtù, il danno pubblico dell'all bussiness, il danno al privato di ogni singolo cittadino itlaliano costretto a non esser più libero di scelte personali perchè messo in risalto, amplificato e reetwittato dagli atteggiamenti del governo che trascina un pò tutti nell'immoralità, giustificano questo scritto.  Che se pur breve spero proprio sia stato efficacemente esautivo e chiaro.  Quello che si chiede di più a questo governo non è tanto un pò di serietà personale quanto prender sul serio i problemi del paese facendoli caricare di meno sulle spalle dei cittadini. O meglio ancora un'assunzione di responsabilità dichiarando l'impossibilità a proseguire. 
 (continua ...)




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